di Michele Mereu
Nel 2025 il leasing in Italia ha chiuso con 36,1 mld € di nuovo business (+5,8% sul 2024): crescita guidata dal leasing strumentale (+15,2% a 10,55 mld €) e dall’immobiliare (+5,9% a 3,21 mld €).
La serie 2022–2025 conferma che il leasing sta diventando un’infrastruttura finanziaria per gli investimenti: capex, fiscalità, rischio di tasso e gestione del bene.
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LEASING COME INFRASTRUTTURA E ALTERNATIVA
Trend #1 – Leasing come infrastruttura finanziaria. Dal 2022 al 2025 i nuovi contratti passano da 31,5 a 36,1 miliardi di euro (2024: 33,4 mld €). Nel Rapporto annuale sul 2022, Assilea stima che il 10,2% delle imprese abbia almeno un contratto attivo. Il bene oggetto del leasing funge da garanzia naturale, riducendo l’asimmetria informativa per il finanziatore. Anche una recente ricerca di Banca d’Italia sugli investimenti in autoveicoli mostra come le imprese combinino acquisti, leasing e noleggio per gestire strategicamente il capitale produttivo.
Implicazione 2026: più PMI lo pianificheranno come linea ricorrente di investimento.
Trend #2 – Leasing come alternativa al credito bancario. La stretta della Banca Centrale Europea ha compresso la crescita dei prestiti alle imprese, Banca d’Italia segnala dinamiche negative fino a ottobre 2023. Nel 2025 i tassi sulle nuove operazioni di prestito alle società non finanziarie si attestano tra il 3,3% e il 3,7%.
Implicazione 2026: il leasing resterà preferito quando servirà preservare linee bancarie per il circolante.
Trend #3 – Leasing integrato con fiscalità e contabilità. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy chiarisce che la Nuova Sabatini sostiene investimenti da “acquistare o acquisire in leasing” (incluse tecnologie digitali e software). Nel Rapporto annuale 2023, l’incidenza del leasing sulle prenotazioni Sabatini è del 69,2%. L’integrazione tra incentivi e criteri di scoring rende più forti i dossier con tracciabilità completa di cespiti, documenti fiscali e KPI.
Implicazione 2026: chi standardizza documenti e controllo di gestione accelera l’istruttoria e riduce i rischi di contestazione o recupero sugli incentivi.
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RILANCIO DELLO STRUMENTALE E CONTRATTI FLESSIBILI
Trend #4 – Rilancio del leasing strumentale. Lo strumentale cala da 12,19 mld € (2022) a 9,16 (2024), poi rimbalza a 10,55 nel 2025. I driver sono i cicli di automazione e gli incentivi pubblici: il Piano Transizione 5.0 prevede crediti d’imposta su beni materiali e immateriali con requisiti energetici. Secondo Il Sole 24 Ore, le finestre 4.0 generano code operative che arrivano fino al 2026.
Implicazione 2026: più investimenti concentrati in finestre temporali → più domanda di leasing per non immobilizzare liquidità.
Trend #5 – Leasing su misura e flessibilità contrattuale. Nel 2024, nel comparto strumentale, il leasing operativo cresce (+14,3%) mentre il finanziario cala (–12,9%). Nel 2025, il finanziario torna a salire (+18,1%) mentre l’operativo è stabile (–0,3%). L’obsolescenza tecnologica, la variabilità della domanda e la volatilità dei tassi spingono verso una pianificazione più flessibile. Il leasing operativo risponde a questa esigenza, soprattutto per beni digitali e green.
Implicazione 2026: i contratti di leasing saranno sempre più personalizzati, con canoni adattabili alla stagionalità del business, formule step-up o step-down legate ai flussi aziendali, e servizi operativi (manutenzione, assicurazione, upgrade tecnologici).
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NUOVO CICLO DEL LEASING IMMOBILIARE
Trend #6 – Leasing e autoproduzione energetica. Le rinnovabili in leasing restano piccole in valore (0,11 mld € nel 2022; 0,14 nel 2025), ma in forte accelerazione percentuale: +6,7% in valore, +36,6% nel numero di contratti nel solo 2025. I prezzi dell’energia sono ancora superiori ai livelli pre-crisi 2022 per molte imprese europee.
Implicazione 2026: investire in autoproduzione energetica (es. fotovoltaico, accumulo) tramite leasing consente di ridurre l’incidenza dei costi energetici variabili, un vantaggio competitivo concreto e strutturale.
Trend #7 – Nuovo ruolo del leasing immobiliare. L’immobiliare passa da 2,83 mld € (2022) a 3,21 mld € (2025). Le aziende che vogliono ampliare spazi produttivi nel 2026 possono farlo attraverso leasing immobiliare, mantenendo liquidità disponibile per attività core. La normativa fiscale (TUIR, art. 102) consente di dedurre integralmente i canoni di leasing immobiliare a condizione che la durata del contratto sia di almeno 12 anni.
Implicazione 2026: cresce l’interesse per operazioni di build-to-suit, in cui l’immobile viene costruito su misura per l’utilizzatore e finanziato in leasing. Parallelamente, le formule di sale & leaseback permettono di liquidare immobili esistenti mantenendone l’uso tramite canoni. Entrambe rispondono all’esigenza di espandersi senza immobilizzare capitale, migliorando al tempo stesso gli indicatori di bilancio.
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